Non è possibile stabilire con certezza la data in cui è stata scattata questa fotografia, ma sicuramente è antecedente al 1947, anno in cui vennero chiusi gli archi sulle porte ancora individuabili nella fotografia.
Via Roma era allora un passaggio obbligato per raggiungere i paesi limitrofi di Fiorano e Lessolo, come indicato dalla cartellonistica posta sulla parete dell’edificio d’angolo in primo piano. Sulla sinistra della fotografia c’era allora l’osteria da Paiùn.
Da Angelo Buzzetti, Giovinezza, pubblicato sul sito del Comune di Banchette
L’osteria di Giuàn Paiùn (detta dal vin bun) era gestita dai vecchi fratelli Lantermo. Non era grande, ma molto nota e frequentata dalla gente di passaggio, specie il venerdì, per la qualità dell’accoglienza e le sue prelibate acciughe al bagnèt vèrd.
A questa osteria erano affezionati anche i cavalli, che ne sentivano l’odore a distanza e acceleravano il passo per fermarsi spontaneamente di fronte all’ingresso in attesa di qualcosa di buono, come una pagnotta inzuppata nel vino.
Da Teresa Rolla, Viaggio nel passato – Banchette e la sua anima antica, Le Château, 2006
Monsù ‘l Cunt, nobile di un casato dei dintorni, ad ogni passaggio da Banchette, posata la sua bicicletta vicino alla porta dell’osteria, entrava a bere qualche bicchiere di barbera, poi risalito in bicicletta, il cappello un po’ di traverso, la bocca un po’ storta per modulare la voce roca, pedalava zigzagando e cantando: Pet, pet pet, pet, pet (cercando di imitare una trombetta). Viva Paiùn che a l’ha al vin bun! E ripetendo la frase all’infinito si avviava verso il suo maniero.



